La via dei castelli

Castel sant’Angelo il castello aragonese di Taranto

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Castel sant’Angelo il castello aragonese di Taranto


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Interior,Of,The,Aragonese,Castle,(officially,Called,The,Castel,Sant'angelo)
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Descrizione

Una speciale menzione si deve a Castel Sant’Angelo, vale a dire il Castello Aragonese, medioevale, situato nell’estremo angolo dell’isola su cui è collocato il borgo dell’antica colonia di Taras, la Città di Taranto. E’ ubicato vicino una depressione naturale di roccia su cui sorge il borgo antico della città.
Sorto nel 780 come fortezza di protezione bizantina dall’attacco sulle coste dei Saraceni, nel corso del tempo fu ampliato da Ferdinando I di Napoli e grazie all’architetto Giorgio Martini venne ancora di più ingrandito, andando poi a comprendere ben sette torri. Di queste, quattro unite a guisa di quadrilatero e
le rimanenti tre disposte fino al Mar Piccolo. Le quattro torri furono intitolate rispettivamente a San Cristofaro, a San Lorenzo, alla Bandiera ed alla Vergine Annunziata. Intorno al XV secolo, il miglioramento dell’artiglieria rese i castelli medioevali meno obsoleti in quanto le loro sottili mura non potevano più resistere
agli attacchi portati dai nemici con la forza dei cannoni. Nel 1707, durante la dominazione asburgica, venne trasformato in prigione.
Successivamente, Napoleone Bonaparte riportò il castello alla funzione originaria di fortezza. Nel 1833 le torri Sant’Angelo, Mater Dei, Monacella e Vasto vennero demolite per consentire lo sbocco al canale navigabile ed al ponte girevole. La storia più moderna dice che, a partire dal 2003, quindi nel nuovo millennio, la Marina Militare, già custode del castello dal 1883, ha iniziato il restauro sistematico
della fortezza, con particolare attenzione al suo interno. L’intento è stato quello di riportare la struttura all’antica configurazione Aragonese e identificare le precedenti formazioni greche, bizantine, normanne e svevo-angione. Tale restauro venne effettuato sotto la supervisione della locale Sovrintendenza ai beni ai beni architettonici, portò alla rimozione dell’intonaco e cemento per riportare alla luce originarie di mura e pavimenti, nonché arrivare alla riapertura di corridoi, locali e passaggi, in modo da ristabilire la permeabilità del castello e ristabilire la funzionalità dei vari elementi difensivi. Operazioni di scavo effettuate grazie alla
collaborazione con l’Università di Bari.

Dettagli

ITINERARIO:
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COME ARRIVARE:



CONTATTI:
Telefono:
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Sito web: www.castelloaragonesetaranto.com

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